It Goes Without Saying

Concludiamo la serie dei 7 abiti di seconda mano esplorando le caratteristiche di questi 4 modelli indossati dalle super top Laura e Alice, strappate per un soffio ad Armani dopo lunghissime trattative.

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Cominciamo con il pezzo forte: trattasi di abitino acquistato poco tempo fa presso il solito mercatone real vintage di Madrid, ove faccio razzia ogni domenica mattina. La sciura dello stand dà un senso alle mie settimane, regalandomi perle come questo abito in lycra arancione, questo vestitino verde che tutte mi richiedono (ma non lo vendo! Me lo tengo per me…) e questo tripudio di pizzi molto sexy, esibito dalla nostra burrosa pantera nera.

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L’abito indossato da Laura risale alla fine degli anni Settanta, presenta un taglio molto tipico dell’epoca, con colletto bon-ton, scollo a V con bottone, cinturina in vita e ampia gonna appena sotto il ginocchio.

Magia!

Manco Magica Magica Emy riesce a cambiarsi d’abito con tanta destrezza. Ora la nostra modella indossa un abitino estivo senza maniche, con uno scollo molto particolare, con chiusura a portafoglio che si chiude sul lato con 6 bottoncini. La fantasia psichedelica fa pensare agli anni Settanta, ma il negoziante sorvola e non fornisce dettagli.

Qualunque sia la epoca, ce piace!

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‘Siate più costose possibili. Più costate, più valete.Ovviamente, entro i limiti delle sue possibilità’ rivela la stilista di quest’abito, la mitica (ovviamente ironico) Marta Marzotto.

La quale nel suo decalogo dà consigli di ogni tipo, di cui facciamo tesoro (in particolare raccomanda ‘Fate sesso, se avete desideri, senza problemi. Non fate come me’ e ne prendiamo atto.)

Tornando a noi, ecco entrare in scena Alice che sfoggia un abito floreale firmato M.M. nei lontanissimi anni Ottanta (dei quali, caro Raf, è rimasto ben poco. E per fortuna). Linea molto semplice, taglia 42, tessuto vedo-non-vedo-ma-sudo. Bordi con cuciture a vista, maniche e gonna morbide.

Appena sotto il ginocchio, l’abito è perfetto in svariate occasioni (lo ammetto, non sapevo come riempire questo spazio)

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Passiamo infine all’ultimissimo abito della serie, acquistato in un mercatino di Parma anni orsono.

Vestito comodo con bottoni, probabilmente molti lettori (soprattutto gli over 80) riconosceranno le fattezze dello scusalin, alias grembiule per stare in casa. Ma i colori sgargianti lo rendono interessante.

E non solo per passare il mocho vileda. Alice, per esempio ci ha zappato l’orto, e lo raccomanda di brutto.

La fantasia ha il suo perchè, anche se probabilmente non è la cosa più bella che abbiate mai visto in vita vostra.

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Orbene, abbiamo concluso. Una lunga giornata di shooting, molto intensa per le nostre tops. Ed una grande varietà di abiti, che speriamo siano stati di vostro gradimento. Presto su frühling design tantissime novità.

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Colonna sonora: Nico Muhly, ‘It Goes Without Saying’

[Dopo tante tamarrate (che di certo non rinneghiamo, non sia mai!) facciamoci consigliare da Il Corriere Musicale, che ringraziamo per le dritte musicali]

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Maggiori info: fruhlingdesign@gmail.com

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Comments
3 Responses to “It Goes Without Saying”
  1. carmencita ha detto:

    que monos! el primero mola mogollón

  2. enzo ha detto:

    belli sti vestiti anche perchè valorizzati da modelle professioniste di armani!!!
    ma non c’è la linea da uomo? mi offro come modello appena mi cala la pancia….

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