A very big house in the country

Un pomeriggio qualunque di fine agosto, nella bassa Pianura padana.

Rapisco 3 graziose fanciulle per rintanarci nella casetta lungo il fiume di una delle modelle, per questo shooting vitaminico, a base di ortaggi, calura & zanzare incazzatissime.

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7 abiti, 3 cugine di campagna.

Presto i dettagli di ciascun capo, ognuno con una storia diversa alle spalle, ognuno appartenuto ad epoche e persone ben diverse. Ma tutti rigorosamente second hand, dell’età che furono.

Nel frattempo, eccovi un piccolo assaggio qui di seguito.

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Abito bianco comprato da mia nonna in una boutique di Milano nel 1965. Valore affettivo: alle stelle (più che altro perchè è uno dei capi che non sono stati buttati via dalla signora in questione, ossessionata dall’ordine degli armadi)

Bramate per conoscerne tutte le caratteristiche? Click qui, e saziate la sete di sapere.

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Abito acquistato pochi mesi fa presso il solito mercatone real vintage di Madrid, ove faccio razzia ogni domenica mattina. Risale alla fine degli anni Settanta ed è una piccola chicca. Ecco spiegato perchè cliccando qui

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Abito a tubino comprato da una delle modelle presso il negozio Wasteland Clothing a Melrose Avenue, durante il suo viaggio negli States. A lei daremo la parola, per tutti i dettagli del caso, che potrete scoprire cliccando qui.

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Vestito comodo con bottoni, probabilmente molti lettori (soprattutto gli over 80) riconosceranno le fattezze dello scusalin, alias grembiule per stare in casa. Ma i colori sgargianti lo rendono interessante. E non solo per passare il mocho vileda. Scopri qui tutti gli usi che ne potrai fare.

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Graziosissimo abitino second hand comprato presso un mercato real vintage di San Colombano al Lambro. Piccola perla della Lombardia, noto per il suo castello, per i vigneti e per le sagre. Insomma, non è di certo la patria del vintage. Eppure… scopri qui perchè è un abito tanto particolare.

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Abitino comprato da mia madre con il suo primo stipendio. Non è una balla. Correva l’anno 1972….

Leggi l’intervista a chi lo comprò cliccando qui per saperne di più.

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The last but not the least, ecco un abito di Marta Marzotto risalente agli anni Ottanta. Linea semplice e motivi floreali. E io che credevo che M.M. fosse famosa solo per sfoggiare anellazzi che manco Papa Razzy, circondata da bell’imbusti.

Invece sforna perle di saggezza a iosa, che potrete scoprire cliccando qui.

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Così di primo acchito, qual è l’abito che vi piace di più?

Colonna sonora: Blur, ‘Country House’ (lo so, il brit pop è irritantissimo, ma questa canzone ci sta proprio con il tema)

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Comments
10 Responses to “A very big house in the country”
  1. Silviuzza ha detto:

    ciao ganzissima la foto con l’anguria, e bello pure il vestito!

  2. Tamara81 ha detto:

    ciaoooo il mio preferito è il rosso, attendo dettagli

  3. LucyMey ha detto:

    Che bello il primo, ma e rosa e nero?

  4. SaraValle ha detto:

    voglio essere modella di fruhling 🙂

  5. andrea ha detto:

    amo quello a righe verdi e bianche per la fantasia, l’accostamento con il cocomero e la gonna voluminosa!
    scusa ma che detersivi usate a lodi?
    il vestito di tua madre sembra fatto ieri

  6. ChiaraMadrid ha detto:

    quello a righine spacca! e l’anguria fantastica

  7. lacinzietta ha detto:

    Io voglio quello rosso!

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