Lomography my dear

Carissimi, oggi parliamo delle Toycameras, nome riduttivo, per molti quasi dispregiativo, che declassa un movimento in realtà molto vasto: una vera filosofia per i nostalgici, che guardano alle tecnologie di oggi strizzando continuamente l’occhio al passato.

Alla base di tutto questo, il principio più semplice da applicare, ma allo stesso tempo quello che da i risultati più imprevedibili:

Nata negli anni ’80, la lomografia è diventata un culto negli ultimissimi anni, grazie alle macchinette fotografiche giocattolo in vendita in Russia, le famose Lomo che possiamo identificare, attualmente, con i due modelli più celebri: Holga e Diana.

Quindi queridos Frühllini tech, i vostri iPhone non hanno inventato proprio nulla, e quando passate le domeniche a scattare foto tutte uguali con filtri vintage (come me), in realtà non state facendo nient’altro che omaggiare/violentare in modo smart una delle manifestazioni più originali della fotografia analogica.

*

Abbiamo contattato Silvia, mente e cuore del blog Holga my dear, dove troverete diverse informazioni e news sulle toycameras e sul cosiddetto mondo lo-fi della fotografia. Tutorials, esperimenti e viaggi e molto, molto altro.

***

1. Per iniziare, cara Silvia, un grande classico: chi siamo, dove andiamo, cosa facciamo, ci sarà wifi? 

Mi chiamo Silvia Ianniciello, sono nata a Rieti quasi 26 anni fa, vivo a Roma e mi sto per laureare in filosofia. Sul web mi trovate con il nickname “biondapiccola”, soprannome guadagnato grazie alla mia non troppo velata passione per la birra, alla mia bassa statura e al colore dei miei capelli. Da più di un anno gestisco un blog, Holga my dear, che tratta di fotografia low-fi e istantanea. Faccio tutorial, recensisco toycamera e pellicole, cerco di capire un po’ dove sta andando il mercato analogico in questo ultimo periodo, ma soprattutto sperimento e mi diverto come una matta.

2. Come, quando, dove, perchè è nato il tuo blog? 

Holga my dear nasce più che altro da una mia esigenza di mettere ordine alla copiosa quantità di informazioni che, navigando qua e là, assimilavo sulla fotografia analogica e sulle toycamera. In quel momento avevo tra le mani una Diana Mini ma ero completamente digiuna da qualsiasi nozione riguardo la fotografia; così mi sono detta: ok, calma, cerchiamo di capirci qualcosa. E così ho cominciato, senza nemmeno immaginare che un giorno mi avrebbero chiesto un’intervista!

3.  Fruhling ha un kit super professional Diana, ottenuto dopo un anno intero di occhioni da cerbiatta…Ma ora giramento di balle a mille dopo ogni scatto…Come non cedere alle tentazioni dell’easy digitale?

Gli occhi da cerbiatta funzionano sempre. Come dici tu, il digitale è molto easy: se sbagli, cancelli e ci riprovi. La pellicola invece fa riflettere, ponderare, fare delle scelte che a volte, specialmente all’inizio, si rivelano fallimentari ma non bisogna demordere. Proprio per questo motivo trovo la pellicola più soddisfacente. Immaginarsi uno scatto, attendere il momento in cui si vedrà la foto realizzata, secondo me, è una bellissima esperienza. Per di più, la pellicola soddisfa anche il mio atavico desiderio di pasticciare, manipolare, in altre parole: di sporcarmi le mani. Come molti dicono, poi, la fotografia analogica conserva una magia intrinseca che il digitale non ha. Vabbè, lo avrete capito, sono una romanticona, in fondo è questo il motivo principale per il quale prediligo la pellicola al digitale!

4. Quali sono le tue fonti di ispirazione evergreen?

Sono tante le mie fonti, specialmente perché adoro vagabondare in giro per la rete. Posso dire però che sul mio feed-reader attendo con impazienza gli aggiornamenti di: Pretty in mad, Frankenphotography, The world through green eyes, Of bed sheet and tea mugs, il blog della Cinzietta, Teresa Romano photography, e … last but not least, Fruhling Design (mi piacerebbe tanto saper cucire)!

5. Questa Praga low-fi? Ce ne parli un poco?

PRAGUE IN LOW-FI è un’idea venuta a caso, poco prima di partire per un breve ma intenso weekend a Praga, nel dicembre del 2010. Io e il mio ragazzo volevamo farci un viaggetto a basso costo (low-cost, per l’appunto), approfittando del clima natalizio, dei mercatini, della neve. Praga sembrava proprio la meta perfetta! Sapevo però che avrei riportato a casa le solite foto da turista, così ho pensato che sarebbe stato bello catturare l’atmosfera magica di quella città con delle lenti di plastica, che rispecchiano al meglio il mio modo di vedere. E allora, via con il low-fi: Holga, polaroid, sprocket holes, colori sballati, bianco e nero, ecc … Non solo, ma una volta tornata casa, neanche il tempo di disfare le valigie che già ero in camera oscura a sviluppare. Ora sto stampando le ultime foto, che poi assemblerò in un album. Tirando le somme, posso dire che questo progetto è stato molto impegnativo ma soprattutto istruttivo, specialmente per la magnifica esperienza in camera oscura.


6. E per concludere, alla Marzullo: si faccia una domanda, si dia una risposta e si mandi a quel paese.

Perché dico tutte queste fesserie? L’università non mi ha insegnato proprio niente? Evidentemente no.

*

Grazie a Silvia per averci illuminato su questo interessantissimo mondo: non vi resta che correre a visitare il suo blog:

http://holgamydear.wordpress.com

(magari dopo averci detto qui sotto se anche voi siete fan di Lomo&c)

***

Colonna sonora:The Dresden Dolls, ‘Coin Operated Boy(Acoustic)’

***
Maggiori info: fruhlingdesign@gmail.com

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Comments
16 Responses to “Lomography my dear”
  1. RobyMAd-rid ha detto:

    Domande esileranti, risposte interessantissime. Cv a marzullo, ahora mismo!

  2. frühling design ha detto:

    CV a cronaca vera come sottotitolatrice di redazionali balordi

  3. holgamydear ha detto:

    MAGGRAZIE!! 😀 Mi piace moltissimo il “mi diverto come una matta” e la foto sotto, mi rappresenta proprio in pieno!! Ahahahah!
    Grazie ancora, veramente.

  4. Luna ha detto:

    Silvia è veramente brava e simpatica, complimenti per questa intervista!
    🙂

  5. lacinzietta ha detto:

    sei fortissima 😀

  6. Enyou ha detto:

    Bellissima intervista, lei poi è proprio la classica persona che “una ne fa e cento ne pensa”… e si vedono i risultati 😀

  7. beyondpixel ha detto:

    brava brava ci stai prendendo gusto eh 😄

  8. holgamydear ha detto:

    Ragazze mi fate venire i lacrimotti, oh.

  9. V&S zuckerfrei ha detto:

    Il mio ragazzo mi ha regalato la Diana+ a Natale. Inutile dire quanto ne sia già innamorata. Peccato per i prezzi di questi maledettii rullini ù_ù

  10. Ady ha detto:

    siete sempre capaci di stupirmi, l’unica macchina fotografica giocattolo che conosco è la caqmz di mio figlio che ha 4 anni, è uno sballo. baci ady

  11. vivykora ha detto:

    Great blog, its full of interesting stuff.

  12. This paragraph provides clear idea for the new viewers of blogging, that actually how to do blogging and site-building.

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  1. […] trovate la mia intervista, spero vi piaccia tanto quanto è piaciuta a […]



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