DOs&DONTs in Dubai

‘Faceva così caldo che le uova bollivano non solo nei solai, ma anche nel culo dell galline; le poverette starnazzavano e la mattina trovavamo le omelettes nella paglia del pollaio’.

Stefano Benni, ‘Il bar sotto il mare’

A distanza di tre anni, è il caldo torrido il ricordo più vivido del nostro viaggione negli Emirati Arabi.

Correva il mese di marzo del 2010 quando Miss Fruh e mammá si lanciarono in un tour dei 7 Emiri, che solo oggi riportiamo alla luce perché finalmente abbiamo utilizzato il tessuto 2X2mt acquistato per 3 Dirham (=meno di 1 eurino) presso un souq di Abu Dabi.

Trattasi di gonnella dal taglio semplice ma dalla fantasia complessa, ideale per noi, giovani fanciulle bipolari: l’ elastichino in vita lo rende versatile e flessibile, come ci vogliono a noi precariatidi nei curriculum vitae.

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Lo indossa per noi Costy de Le Manufatucchiere, nel tentativo farci riassaporare quei giorni lontani dal gusto mediorientale.

Foto: Arianna Angeloni

Foto: Arianna Angeloni

La nostra bella Manufatta è una delle protagoniste dell’ultima campagna della premiata ditta M&F (Manufattucchiere & Fruhling Desing): LE GOLOSE, che ripropone in chiave radical-chic&shock questo video:

Ed ecco la nostra versione:

Non c’è paragone, nevvero?


Ma, cari fruhllini giramondo, sappiamo bene che siete assai impazienti di leggere i nostri consigli di viaggio.

Rispettiamo quindi la tradizione della sezione Travels, ed eccoci con un bel

arabi

Piccola intro

Gli Emirati Arabi Uniti sono uno stato nel sud-est della penisola araba composto da 7 emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. A capo di ogni emirato c’è uno sceicco che gode di autonomia amministrativa, politica e sociale (= leggasi, fa quel cazzz che vuole e la gente lo adora con tanto di gigantografia sulle pareti di casa), e l’economia continua a basarsi soprattutto sul petrolio e sull’edilizia, nonostante i cali provocati anche qui dalla crisi. Correva l’anno 1966 quando la scoperta di giacimenti trasformò questo cumulo di paesotti di pescatori affacciati sul Golfo Persico nel paradiso fiscale più fatiscente del pianeta. Ciò si tradusse sin da subito in una ricchezza estrema, ostentata attraverso progetti architettonici assurdi e piani urbanistici mirabolanti.

E la vita è ovviamente proporzionale (lo stipendio medio è di 5.000 euro circa. Sì, 5 volte il mio.)


:-) Tour nei centri commerciali e nelle moschee

Da visitare con lo stesso interesse, in quanto basati sullo stesso identico principio: stupire.

Che sia il Burj Al Arab – l’unico albergo a sette stelle del mondo, con gli interni arricchiti da oro zecchino- o un palazzo dello sci nel mezzo del deserto con seimila tonnellate di neve, o il Jumeirah Beach Road – uno sfarzoso shopping centre che riproduce la Venezia rinascimentale –  o la gran Moschea dello Sceicco Zayed di Abu Dabi – con i suoi lampadari di 24 carati- o, ancora, il Dubai Mall con i suoi 1000 negozi (1000!), sarete trasportati in un vortice di magnificenza, opulenza, e tutto cio che finisce in -enza.

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:-) The world is not enough

 Non è tanto il grattacielo più alto del mondo a averci lasciato basiti -il Burj Khalifa, 829,8 metri- quanto il The World.

Trattasi di un arcipelago artificiale situato a 4 km dalla costa di Dubai, composto da 300 isole, disposte in modo tale che viste dall’alto formino l’intero planisfero terrestre. Un progetto edilizio unico, voluto dallo  sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum a cui abbiamo già mandato la nostra candidatura per essere la moglie di almeno uno dei suoi 17 figliuoli.

(Ah, e in tema di Burj, abbiamo cenato a La Vela del Burj Al Arab, uno dei ristoranti più cari dell’emisfero: risotto con parmigiano e torta di mele. Mah)

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:-) Hey Taxi Lady!

Pare assurdo, ma nella città sinonimo del lusso un taxi non è nessuna follia, anzi il metodo piu economico per muoversi.

Se siete donne in viaggio da sole consigliamo di chiamare un lady taxi dove l’autista è una donna: badate, non per ragioni di sicurezza (vedi sotto) ma perché vi faranno spaccare le conversazioni con questa, che non si capacita di come non solo giriate senza uomini, ma del fatto che ancora non siate sposate nonostante abbiate più di 25 anni (voi, mica io eh!)

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:-) Sicurezza

E chi ve tocca? Potete andare in giro ricoperti d’oro come manco Julie Newmar in Golfinger, che sarete comunque i più pezzenti nell’arco di chilometri. Negli Emiri non circola praticamente polizia, la criminalità non esiste ed il senso civico comune è altissimo: non facciamoci quindi riconoscere subito con il malloppo di dollari cucito nella mutanda (e le Nike Silver ai piedi, tanto che ci siamo. Ma questo vale ovunque).

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:-( Beach on the beach

Nella mecca del cemento, non vogliate cercare a tutti costi una vista mozzafiato per la foto del tramonto.

Non ci sono soli che calano né tantomeno panorami romantici (e limonare in pubblico è pure proibito). Godetevi quindi lo scenario surrealista di tuffarvi in un mare artificiale circondato da grattacieli. Ogni hotel ha una spiaggia privata a cui si può accedere pagando l’ingresso, mentre attenzione alla spiaggia pubblica: le donne hanno accesso solo un giorno a settimana (di solito il lunedì), non possono entrare in compagnia di uomini ed è pure vietato fare foto. Bikini si, ma solo se antistupro alla Pina Fantozzi. E chepppalle!

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:-( Scusi, er colosseo?

L’impianto labirintico di ogni Emiro affascina, ma snerva girare in tondo e soprattutto per un europeo non è concepibile una città priva di un centro storico dove passeggiare con un cono gelato gocciolante in mano.

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:-( Sex, drugs & rock’n’roll

Che non vi tragga in inganno l’apparenza ipermoderna della città; rimane pur sempre un Paese musulmano dove i quattro massimi piaceri della vita (= bere alcool, consumare droghe, sputare per terra e limonare), se praticati per strada comportano multe altissime e addirittura la carcere.

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:-) / :-( Consigli di viaggio 

Organizzare un viaggio fai da te a basso budget da ‘ste parti è praticamente impensabile. Gli hotel sono carissimi e i voli interni pure, se presi singolarmente. Per questo noi si optò per soffiare un viaggio aziendale al babbo, scroccando un pack all inclusive: crociera con gruppo di elettricisti bergamaschi. Rabbrividiamo…brrrrrrrr

In realtà l’esperienza fu divertente perché ci ha permesso di immortalare alla Martin Parr il relax dell’industriale italico.

Buona visione!

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Colonna sonora:

[All pics © fruhlingdesign – e di chi, sennó?]

***

La gonnella sarà presente al Sunday Handmade Market di domenica 17.02: Essiateci!

Per acquisto della gonna, invio di biglietti aerei, inviti per vacanze a scrocco:

fruhlingdesign@gmail.com

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Comments
13 Responses to “DOs&DONTs in Dubai”
  1. Judy ha detto:

    Ed è con gli occhi sbarrati e una mano davanti alla bocca che ti dico GRAZIE. Post & foto esilaranti!

  2. Ma c’era pure Briatore che prendeva il sole sul lettino della nave?

    bellissimo post!

  3. Via che si va ha detto:

    bellina la tua guida semi-seria! Ci sono stata e l’ho trovata terribile, tu sei riuscita a farla sembrare un bel posto! 🙂

  4. zed ha detto:

    l’utilità delle ultime foto? è obbligatorio sull’internet sfottere la gente?

  5. zed ha detto:

    se vabbeh.

  6. zed ha detto:

    non hai pubblicato quelle foto per “strappare un sorriso”, no? per chiuderla qui (vedi http://xkcd.com/386/) dico che -almeno- potevi oscurare i volti.

    • frühling design ha detto:

      una cosa è strappare un sorriso, un’altra è sfottere. avevo pensato di oscurare i volti, ma il risultato non mi piaceva quindi ho mantenuto le foto originali. se disturbano la quiete pubblica, prendo provvedimenti e rimuovo

  7. momben ha detto:

    Belle le immagini, il post e anche le ultime foto … mi divertono. Prendiamola alla leggera, dai!
    ciao
    momben

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