Vanitas Market, lo shopping originale ed eco-friendly

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Conto alla rovescia per il Vanitas Market, ottava edizione dello streetmarket dedicato alle autoproduzioni artigianali e al riciclo creativo nella moda e nel design.

Un evento fico per gente fica. Mica per altro il vostro Fruhling preferito è media partner della manifestazione, insieme ad altre realtà davvero interessanti.

Ma lasciamo la parola ad Elisa Boldori, stilista, blogger ed organizzatrice di eventi, ottima scrittrice che collabora con parecchie testate tra cui Tiscali e Glamour, ma soprattutto donna di gran gusto, brillante, ironica e sveglia come poche. Dimenticavo: è pure stra-gnocca.

elisa

1. Cos’è il Vanitas’ Market?

Parto da cosa non è. V’M non è un mercatino artigianale e non è dedicato “al vintage”.

E’ un evento che vuole promuovere il fatto a mano, il riciclo, l’autoproduzione e la microimprenditoria giovanile nella moda e nel design.

Certo, alla fin fine non si vive d’amore e belle intenzioni: è anche un evento commerciale e chi partecipa paga. Ma quello che io voglio portare avanti è l’idea che non servono grandi budget per fare grandi cose. E’ l’idea che conta, e la maniera in cui la realizzi, nella maniera più “smart” possibile. E insieme.

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A livello pratico, si tratta di un assembramento ordinato di tante belle cose (circa 40 espositori) di autoproduzioni artigianali, vintage, remake e temporary shop di attività innovative che si svolge ogni prima domenica del mese a Iseo e a Cremona con una due giorni il secondo w.e. di maggio e ottobre (con una selezione severissima basata su idea, creatività e livello di capacità manageriale e di marketing).

2. In cosa si differenzia dalle tonnellate di eventi e manifestazioni dedicati al vintage?

Temporalmente, V’M  è stato un dei primi streetmarket a cadenza mensile e annuale dedicati alle autoproduzioni e a tutto quel mondo.

Poi, cosa importante, si vende (in genere). E questo, agli espositori, piace.

Sarà perché è un mix ben riuscito di aspetti pratici, logistici, temporali.. Sarà perchè sfido a trovare un organizzatore più rompiballe di me.. Fatto sta che il livello medio è sempre buono e tutti collaborano attivamente alla manifestazione tramite idee, spunti, promozione web e distribuzione volantini.

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L’evento quindi lo dirigo io, ma lo fanno gli espositori. E di questo li ringrazio, e sono onorata di fare questo lavoro e di dare una mano – come posso – magari anche con bastonate – alla loro crescita. Molti miei clienti sono partiti dalla macchina da cucire in casa e sono arrivati ad avere p.iva, distribuzione, chiccosissime etichette personalizzate. Fantastico!

3. Chi si nasconde dietro il Vanitas?

Io, in tutte le mie sfumature (direzione organizzativa, ufficio stampa, grafica, ufficio tecnico, donna delle pulizie), gli espositori e tutte le realtà che collaborano e hanno collaborato con noi, sempre con il metodo del baratto…che sia di comunicazione, o “in natura” con vestiti, accessori e tutte le cosuccie con cui mi riempio casa e armadio.

4. Cosa possiamo trovare al Vanitas?  A chi si rivolge la manifestazione?

Naturalmente, al Vanitas si va a incontrare persone, a lustrarsi gli occhi ma sopratutto a fare shopping: di accessori, di borse, cappelli, vestiti, libri…tutti unici, originali e innovativi. Ci vengono tante donne, di qualsiasi età… ma anche gli uomini… Mal che vada, ci sono i bar della Galleria XXV Aprile, sede dell’evento…

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5. Aneddoti e curiosità legati all’organizzazione dell’evento, da condividere con i fruhllini?

Molti pensano che per organizzare un evento simile basti trovare gli espositori, farsi pagare, e stop.

Invece è un lavoro costante, che parte dalla fine dell’ultima edizione per arrivare a quella dopo. E’ un gioco ad incastro dove però anche i pezzi sono da costruire pian piano: contatti, passaparola, uscite web, selezione, grafiche. E’ un lavoro profondamente stimolante, perché ti sprona a fare sempre meglio e ti fa conoscere i meccanismi che muovono le persone. E’ un lavoro difficile – lavorare con la gente non è mai facile – che spesso ti scoraggia e ti costringe a far la parte del “cattivo” e ad essere inflessibile. Ma la cosa che adoro è continuare ad evolvermi e cercare sempre – di notte, in fila in posta, sotto la doccia – nuove idee per farlo crescere.

Grazie ancora ad Elisa per il suo tempo e per aver voluto condividere tutte queste chicche con i vari Fruhllini sparsi per il continente. E per i più curiosi: non perdetevi le scene del matrimonio della nostra Elisa, un concentrato di originalità tutto da scoprire QUI.

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