Dirotta su Cuba

Amica bagnante, ma soprattutto amico bagnino

L’estate si avvicina, e non c’è nulla da fare, lo senti anche tu? Nell’aria c’è già la nostra canzone d’amore che va!

Scrollandoci di dosso nebbie e maglioni pesanti, sfiliamo con grazia le collant color carne 28 denari effetto protesi, e la nostra mente corre veloce e leggiadra verso spiagge paradisiache, sabbia bianchissima, acquazzurra acquachiara, riversando su quelle due settimane con le chiappe chiare all’aria, aspettative e divertimenti di un’altra lunga annata padana.

E daje daje, ogni anno ci ricaschiamo. E vaneggiamo angoli di paradiso dall’altra parte del mondo, come se il bello dovesse ancora venire. Eppure già ci metteva in guardia il nostro Giacomino (Leopardi, dico, non lui), che come per la donzelletta che vien dalla campagna in sul calar del sole, alla fine la vera gioia sta nell’attesa.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno. 

Sorvolando un attimo su quella botta ottimistica dello speme domenicale (che qui amiche ed amici, nonostante i voti versati al tempio fallico tailandese durante il nostro viaggione in Asia, nulla di nuovo sul fronte occidentale), non ci si rende mai conto che nulla nutre, coccola, rassicura e diverte come la nostra Madre Patria.

Per questo, dopo anni di vacanzone più o meno esotiche, ora per noi estate fa rima con Itaglia almeno tanto quanto zanzare rima con limonare, e più è giù, meglio è (ci riferiamo alle bellezze del sud, in primis Salento, non prendetela però come regola universale, eh).

Orbene, anche noi di Fruhling -mea culpa- in passato siamo caduti in tentazioni esotiche come manco Gauguin a Tahiti, dapprima reclutando per uno dei primissimi sciuting la panterona madrilegna Cherisse, che gli aficionados ricorderanno non senza qualche turbinio di turbamenti sulle note di ‘Che bambola’; poi braccando su una spiaggia di Varadero la bellezza cubana Yisel a cui abbiamo chiesto di indossare un abito confezionato a mano da me che poi sarei io.

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Ma si sa, dai Caraibi alla pausa pranzo è un attimo, e l’ esclusiva criescion giunge ora sui nostri schermi, indossata dalla richiestissima Federica Schiffer, che – strappata per un soffio alla prossima campagna D&G con cifre a 5 zeri dopo la virgola, come dicono le nostre amiche Manufattucchiere – posa per noi all’ingresso dell’ufficio in modo molto naturale.

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E ci dimostra che non ce n’è, Cuba VS Italia è uno 0 a 1 come minimo.

Senza manco aspettare i rigori, senza manco passare per il fuorigioco (come se avessi mai capito che cos`è, poi).

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E con il pretesto di questo abitello blu marino con spalline e mini-gonna peplum bordata di rosso e cuciture ad minchiam sul davanti, vi invito a cliccare QUI per leggere i veri motivi per cui fidanzarsi con un’italiana è cosa buona giusta.

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Comments
One Response to “Dirotta su Cuba”
  1. AnnaQ ha detto:

    Standing ovatioooooon

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