Cosa fare e cosa vedere a Madrid secondo una che ci vive

Ciao Simo,

Verrò a Madrid tra un paio di weekend e volevo chiederti alcune informazioni in merito a cosa andare a visitare a Madrid (palazzi, musei, chiese, ecc). E magari anche qualcosa riguardo alla vita notturna della città.
Ti ringrazio tantissimo, buona giornata.

Ps: Mi consiglieresti anche soluzioni economiche per dormire? Pure un divano va bene!

LETTERA FIRMATA

***

Care amiche giramondo, ma soprattuto amici giramondo

Io lo so bene che del Prado non ve ne può fottere de meno e che il reale obiettivo di queste numerose mail che sovente mi giungono dal nulla da personaggi che recuperano il mio nome in Facebook è scroccarmi un tetto a macca. Ma homo homini lupus, ed io da vera bionda inside mi fingo ingenua, faccio spallucce, e ogni volta vi sparo un mailone pieno di dritte. Così un pavimento magari lo rimediate nella mia umile dimora in cambio di un tocco di grana padano, ma intanto vi metto in guardia sulla mia innata logorrea.

Ed ho pensato, ma perchè non farne un post da rifilare a chi ogni tot spunta dal nulla per chiedermi in modo sospetto ‘Heeeeyyy quanto tempo, ancora a Madrid? Stai bene?’

Da oggi manco il pamphlet, ma direttamente il link -così incrementiamo le visite al nostro povero fruhling ahinoi sovente abbandonato. Orbene iniziamo.


ARTE


Bird Attack. Foto ©Martin Parr

Foto ©Martin Parr

Museo Nacional Reina Sofia
Fermata Atocha, con visita alla stazione annessa distrutta dall’attentato e ora ricostruita come giardino urbano con tanto di palme, tartarughe d’acqua, ruscelli e passerotti.
Un’autentica scorpacciata di arte moderna e contemporanea: il museo costa 6 euro, ma ogni giorno dalle 19 alle 21 è gratis ed è l’orario migliore perché c’è pochissima gente (anche sabato e domenica pomeriggio è gratis ma c’è macello e la domenica pomeriggio i piani 3 e 4 sono chiusi). Non cercate come allocchi solo la Guernica e Dalì. Ci sono cose che voi umani… Occhio che il Museo ha due entrate e due ali diverse ed è facile perdere alcune mostre: questo ex ospedale del Settecento, ampliato nel 2005 da Nouvel, disposto su 4 piani con tanto di terrazzone panoramico è gigante.

Museo de arte Thyssen-Bornemisza
Si trova nel Paseo del Prado (Metro Banco de Espana e poi si scende ): tutta la collezione dagli Impressionisti in poi, per me imperdibile. Costa sui 6 euri, tranne il mercoledi pomeriggio che è gratis dopo le 14. Ora è in corso una mostra sul Surrealismo molto completa. (A proposito di Surrealismo, segnalo che la Fundación Juan March fino al 12 gennaio 2014 propone l’interessantissima mostra ‘I Surrealisti prima del Surrealismo’, che raccoglie incisioni, fotografie e bozzetti dal Medioevo agli anni Venti del secolo scorso).

Caixa Forum
Paseo del Prado come triangolo dell’arte: oltre a Prado e Reina Sofia, incontrerete questo centro fighissimo di arte contemporanea. Sempre aperto, merita anche solo per la struttura, la cui facciata… non voglio rovinarvi la sorpresa. Specializzato soprattutto in mostre di cinema (tempo fa ce n’era una meravigliosa su Fellini, ora una carina su Melies). Costa 4 euro ma con tesserino giornalista si entra gratis.

Museo Nacional del Prado
Come diceva Mike Bongiorno, allegriaaa. Il Prado non ha bisoogno di presentazioni e Madrid senza la sua pinacoteca sarebbe come Pisa senza la torre o la pizza senza la mozzarella, non so se mi spiego. Sono esposte opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, fra cui Botticelli, Caravaggio, El Greco, Goya, Mantegna, Raffaello, Rembrandt, Rubens, Velázquez e molti altri. E’ gratis la domenica ma le code sono interminabili. Per me è da pelle d’oca solo il fatto di pensare che sotto lo stesso tetto convivono Tiziano ed El Bosco con i suoi trittici.

Fundación Mapfre
Sempre gratis, propone mostre tematiche davvero figherrime che spaziano dalla moda ai grandi classici dell’arte. Un annetto fa Jean Paul Gaultier di cui vi parlai qui, ora in corso I Macchiaioli. Rende l’idea?

La casa encendida
Spazio di concerti/mostre/laboratori di foto… davvero una figata, dove vengono organizzate mille cose è sempre gratis (o poco più: ho ancora i brividi ripensando a Patty Smith che recitava le poesie di Rimbaud per 4 euro). Metro Embajadores o Lavapies, è un edificio imponente che fa angolo con Ronda de Valencia. Ha aule studio, terrazza panoramica, libreria e bar minimal chic.

Matadero
Spazio enooooorme ed incredibile che mantiene intatta la struttura fatiscente dell’ex macello che lo ospita, per contrapporre arredi minimal moderni. Sempre aperto e gratis, ospita mostre di design ed eventi di vario tipo. Covo di boni, DJ set frequenti, ha un teatro, una libreria, una sala studio, una Cineteca incredibile ed un bar chiamato La Cantina davvero particolare, con i suoi tavoli spartani sotto immensi ingranaggi e stantuffi dell’epoca che fu.

Museo del Traje
Se vi piace la moda non potrete perdervi questa fondazione un po’ nascosta, immersa nel parco della zona Moncloa, che propone un iperbolico excursus dal 1500 fino all’attualità. Gratis la domenica dalle 10 alle 14 con tanto di passerella per foto ricordo sotto i riflettori.


AROUND


Foto ©Martin Parr

Foto ©Martin Parr

Madrid è la classica città da guardare con il naso all’insù. E questo non tanto per evitare la basura che in questi giorni sta ricoprendo il centro a causa dello sciopero degli spazzini, ma perché la sua bellezza sta nell’imponenza dell’architettura che sfreccia nel cielo azzurro. Non per nulla il motto più tipico è De Madrid al cielo.

Tutta questa sviolinata per dirvi che passeggiare perdendosi nelle viuzze è una cosa da fare, dato che solo ‘callejando’ potrete scoprire angoli anonimi e nascosti, ricchi a loro modo di encanto.

Se oltre ai grandi must volete qualche dritta specifica, sappiate che ci sono tantisssime gallerie in giro per la città: zona metro Sevilla (poco distante dal Paseo del Prado) ci sono la sala de Exposiciones Alcalà 31 (gratis, di fotografia): poco più in basso sul lato apposto della strada il Circulo de Bellas Artes (edificio figo, terrazzone con vista su città, ingresso 2 euro), e in fondo alla via vi trovate di fronte la Cibeles (edificio gigante sede delle Poste): attraversando la strada, a sinistra della Cibeles c’è la Casa Arabe, con le sue mostre particolari e le sue rassegne di film, con tanto di giardinetto pregio se c’è il sole. In piena Gran Via la Fundaciòn Telefonica, sempre gratis, propone mostre di fotografia incredibili.

Luglio è il mese migliore per gli amanti della fotografia per l’eventone PhotoEspaña; mentre a chi ha tempo, un salto al centro Ca2M di Mostoles è altamente consigliato.

Un’altra bella passeggiata è partire dal metro Plaza de España, tornare in su verso il Tempio di Debod e scendere lungo la Gran Via fino alla fine, direzione Cibeles. Il Templo de Debod è uno dei parchi più famosi insieme all’inflazionatissimo Retiro: ma chi vuole farsi una passeggiata nel verde, raccomandatissimi i parchi di Casa de Campo, Los Jardines Sabatini, Madrid Rio con il suo ipermoderno ponte a spirale ed il mio preferito, El Parque del Oeste.

Plaza Mayor è un grande classico con tanto di panozzo con calamari fritti, mentre la zona della metro Opera vi permette di vedere Plaza del Oriente, il Palacio Real (gratis il mercoledi) e la chiesona dell’Almudena in una botta sola. Merita una passeggiata in calle Mayor svoltando alla prima scalinata a destra, per percorrere il temibile Ponte dei suicidi, proprio davanti all’Istituto Italiano di Cultura (l’ironia delle coincidenze, eh?)

La domenica imperdibbbole il mercatone del Rastro (dalla mattina fino alle 15 circa): più che la via gigante principale (Ribera de Curtidores) che ricorda un po’ la Fiera di Senigallia di Milano, meglio perdersi per le viette (tipo Calle Carlos Arniches), piene di negozi di vinili, antiquariato autentico e chincaglierie varie. Gitane che gridano, dita unte, affaroni da un euro, tuffi carpiati negli stand e concorrenza spietata con nonne baffute: piatto ricco, mi ci ficco! Se arrivate fino a una piazzetta piena di bancarelle di fumetti e dischi – dove vecchi e bambini si scambiano figurine- vedrete gente che divora maxi-bruschette… prendetene una o due, assolutamente! 3 euro l’una e goduria assicurata; cola lunga ma scorrevole nell’ora di punta.

Se avete culo, chissà possiate beccare eventi come Artistas del Barrio o Open Studio quando creativi del quartiere aprono al pubblico le porte dei loro studi perché possiate sbirciare dentro, e vivere appieno la vida del barrio.

Calle Fuencarral (metro Tribunal) cuore alternativo della città, nonché nucleo di quella Malasaña omaggiata da Manu Chao nel suo me-gustas-malasaña-me-gustas-tu che chissà quante volte avrete canticchiato, è pieno di negozi di ogni tipo. Da vedere il Mercado de Fuencarral, dove sarà facile recuperare la rivista gratis Madrid en vivo, con il programma di tutti i concerti sera per sera; gli amanti del vintage impazziranno in Calle Velarde e moltissimi sono i mercati di seconda mano dove pure Fruhling partecipa spesso con uno stand.


¡VIVA LA NOCHE, VIVA LA FIESTA!


(cit.)

Foto ©Martin Parr

Foto ©Martin Parr

Metro Tribunal: percorrendo calle Vincente Ferrer c’è un locale dopo l’altro; tutti discopub che chiudono verso le 3, mood rock-alternativo. Raccomando Tupperware, Fabuloso, Evaristo, Via Lactea ed il più tranquillo Bukowsky. Per ballare in zona, ci sono tanti simil-Alcatraz de noialtri (tipo Ocho y medio) ma io non frequento da anni, quindi non saprei. Da un paio di anni a questa parte Malasaña è il crogiolo di hipster con montatura di occhiali ‘gafapastas’ e bici a scatto in una mano e bulldog francese nell’altra. Il celebre fumetto Moderna de pueblo rende il concetto.

Metro La Latina: tanti piccoli baretti per birrette e cene informali. Al Delic (Plaza de la Paja) fanno un mojito buonissimo e in generale si mangia bbbuono per meno di 15/20 euro. El Viajero è uno dei posti con ‘la terraza’* più ambita e permette scorci nella piazzetta circostante con fontana, punto di incontro per le domeniche pomeriggio al sole da aprile a ottobre. *(ocio! terraza non è terrazza=balcone ma bar che dispone di tavolini all’aperto)

Metro Lavapies: la zona degli immigrati, sicura, rumorosa, ruspante e colorata, piena di ristorantini pakistani e indiani (buonissimi in Calle Lavapies e Ave Maria e se apprezzate il piccante – non come me dopo i traumi asiatici– imperidibile il senegalese); mentre per la serata un bar qualsiasi che troverete camminando in Calle Argumosa assicura buona birra e buona compagnia (leggasi, sano birdwatching vista l’alta concentrazione di manzi di matrice ‘perroflauta‘, contrapposti all’hipster gafapasta malasañero). In Calle Olivar ci sono Travelling e La Bodega Lo Maximo, che io adoro, ma anche La Huelga e Il morto che parla sono da segnare. Mentre ne La Tabacalera, centro sociale gigante costruito all’interno di una fabbrica di tabacco, fanno di tutto e venerdi e sabato sera di solito suonano. Vale una visita anche solo per la struttura, senza contare la stragrande quantità di eventi in corso tra expo, mercati, corsi etc etc.

Calle Huertas è piena di localini ma è molto moooolto turistico e kitsh (cutre come si dice da ste parti). Infinitamente meglio le viette adiacenti del quartiere Anton Martin, con il suo caratteristico Cine Dorè e le librerie-caffè tanto in voga. Meritano ad ogni modo il Cafe Central e la Fidula se vi piacciono il jazz e le jam session di sax&c. Altro posto carino per il jazz è La Coquette (metro Opera). Odio il flamenco con tutta me stessa, ma tirare le 6 a El candela è divertente se avete un tasso alcolico esagerato.

Ad ogni modo, lo ammetto, io sono un po’ animale diurno, quindi di solito alla noche loca preferisco musica dal vivo, birrino in un qualsiasi localino che trovate nella zona Anton Martin (tipo Bar El C Olmo) o Tirso de Molina (tipo mmm-utopic) ed eventi in centri sociali tipo La Morada e buonanotte alle 2 per ‘aprovechar del dìa siguiente’.


MANGIARE


Foto ©Martin Parr

Foto ©Martin Parr

Come in ogni capitalona europea, a  Madrid ce n’è davvero per tutti i gusti. Quindi la selezione che segue si basa sui miei personalissimi gusti, che non sono poi così male, fatta eccezione per la sfera ‘fidanzati’.

Bar Melos, C/ Ave María, 44 metro Lavapies, dovete prendere la zapatilla (paninazzo sulla piastra con formaggio fuso e carne…gnammm) e crocchete (chiedete voi quante). Con 6 euro mangiate fino a star male!

Se vi piace il pesce (piatto tipico di Madrid), segnatevi la Marisqueria Rio Minho, calle Santa Brigida metro Tribunal. Mariscada (maxi misto di crostacei tiepido) per 12 eur a testa e pulpo a la gallega (polipo).

Spagna = Tapas. Ebbbasta! Sfatiamo il mito: la tapa è semplicemente una porzione scarsa, scadente e pure a volte scaduta di un aperitivo. La tapa può essere un piattino da caffé con 3 olive, per intenderci. In Italia, una fetta biscottata con della Philadelphia spalmata in attesa della cena. Altra cosa è una degustaciòn de mini raciones:  per questo Las Musas, Plaza de la Paja, metro La Latina, con 30 euro avrete mini assaggi pregio per due persone.

Per mangiare paella, c’è un posto davvero buono in Calle Barbieri (Metro Chueca, non ricordo il nome del ristorante ma è a meta via circa vicino a un negozio fashion). Mentre, rimanendo in tema stereotipi, la tortilla de patatas più buona secondo me si trova a El Urugallo di Paseo de La Florida (Metro Pincipe Pio)

Per torte salate e piatti freddi, puré di verdure e cous-cous la Cabra en en Tejado, metro La Latina.

Per merende ipercaloriche, il Lolina a Malasaña, che tanto l’estate è lontana.

Dimenticate il concetto di aperitivo all’italiana, a meno che finiate in bar italiani come il carinissimo La Pepa Tencha. Un concetto simile ma 100% espanish (togliere la ‘e’ prima della S da ‘ste parti è un vero handicap) si trova con 1.20 eur di birrino e piattazzo a gratis al Tigre (metro Chueca, quartiere gay dove tra l’altro un salto è d’obbligo), dove vi accoglieranno tanti spagnoli stipati che gridano, altra cosa molto tipica. Che va bene 1 o 2 giorni ma già al terzo…


SBRONZARSI


Foto ©Martin Parr

Foto ©Martin Parr

Ovunque davvero, ma the very best of sono i baretti di vecchi che trovate in ogni barrio (=quartiere). Molti rimangono autentici con la fauna di over 70, altri sono stati presi d’assalto dagli hipster, tipo El Palentino de Calle Pez (altra via da segnarsi per lo shopping handmade). Pure El Museo del Jamón, orrore per i vegetariani con i cosciotti appesi alle pareti, propone cañas degne di nota a 1 euro. A proposito di birra: non limitatevi a chiedere una cerveza che il camarero mi rimane di stucco e vi apostrofa in malo modo (sarebbe tipo entrare in pizzeria e chiedere ‘una pizza, grazie’. o in gelateria: ‘un gelato, per favore’). Ok, birra, ma come? Casera, clara, con limón, tercio… Provatele tutte senza inorridire dinnanzi ai temibili mix spagnoli di vino rosso con Coca cola (calimocho) o birra con lemon soda.Ed evitate a piè pari el botellòn, tradizione di teen ager e non solo, di trovarsi all’aperto con alcool anche sotto la neve a gennaio. Dite no al botellón e sì al botellìn, come recita lo slogan di numerosissimi bar tipo La Sureña che per 3 euro vi portano un secchiello di 5 bottiglie di birra.


NOTA CRITICA


Mi consenta...

Mi consenta…

Lo spagnolo-medio** in generale è alquanto rozzo e molto, molto, moooolto closed mind: quindi se un autoctono vi consiglia un posto perché è increiiiible, sappiate che sarà di sicuro appena decente; chi vi dice che non potete perdervi Toledo perché è la nona meraviglia del mondo (l’ottava è Cuenca, si sa) e voi vi fate diecimila sbatti per arrivarci salvo poi trovarvi di fronte a un mini centro medievale che basta andare nel più sfigato paesino limitrofo a Siena ed è già meglio… io vi avevo avvertito; chi vi parla del famoso Jamón come una prelibatezza culinaria, salvo poi trovarvi a masticare a mò di chewing gum una soletta di scarpa alta 3 metri per 20 minuti… non andate in giro a dire che il caro vecchio Fruh non vi aveva messi in guardia, mal fidenti e capoccioni che non siete altro.

Stiamo pur sempre parlando di un popolo che fino agli anni ’60 era praticamente analfabeta e che ha cavalcato il boom della speculazione edilizia per sentirsi padroncino del mondo durante un ventennio. E non sperate che nella capitale sia diverso: 6 trentenni madrileni su 10 non sono mai usciti dalla Spagna e vi ridono in faccia se osate dire New York anziché tradurlo in Nueva York.

** Sono naturalmente esclusi dalla generalizzazione i miei amici, i miei colleghi di lavoro e soprattutto i miei capi.

E se avete più pazienza di me e riuscite a sopportare chi vi chiederà ‘Sei Italiano/a? Di dove?’ e voi, che so, risponderete ‘Di Torino’, sappiate che 9 volte su 10 l’interlocutore vi risponderà con un ‘Io sono stato a Roma e a Firenze’. A me sono capitati anche ‘Mio zio è stato in Sicilia’ o un ‘Sei di Milano??? Io conosco un ragazzo che si chiama Marco!’.

La coppa coglionecampione va a quel tale che mi disse ‘Italiana? Il mio cognome ha origini italiane, mi pare che mio nonno era della Corsica’.


Colonna sonora: forse non tutti sanno che Pedro Almodóvar,  re della poesia satura di colore sul grande schermo (cit.) ha un passato di cantante alle spalle, durante i Fab Eighties, quando in duetto conMcNamara era un’irriconoscibile Boy George in versione madrileña.

Più che eloquente questo video, dal discreto titolo Suck it to me:


***

Spero che questa mini-guida vi risulti utile.

Non mi resta che augurarvi un buen viaje, amigos frulliños!

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Comments
15 Responses to “Cosa fare e cosa vedere a Madrid secondo una che ci vive”
  1. aiwa ha detto:

    c’è di tutto ci vuole una lunga vacanza per godersi Madrid………quanto tempo posso fermarmi???

  2. ElectroMode ha detto:

    Beh Simo dopo aver letto questo post ho ancora più voglia di venire a Madrid, che a dispetto dei rozzi closed mind deve essere davvero increiiiiible. Comunque utilissimo, adesso me lo salvo.
    Però mannaggia non avrò più la scusa per elemosinare un divano 😉
    Come al solito mi hai fatto morire. Sono davverò piegata. La descrizione degli hipster con bicicletta a scatto in una mano e bulldog francese nell’altra è da antologia, mi sembrava di vederli.
    Peccato non abbia più l’età e sia di conseguenza fuori allenamento per il bird watching, per quanto si tratta di uno sport col quale non si perde mai la mano.
    Infine menzione d’onore per la scelta delle foto che sono a dir poco spettacolari oltre che da scasciarsi dal ridere per come sono state usate. Martin Parr dovrebbe darti un premio.
    Medaglia d’oro per Almodovar + McNamara e ovviamente per Loredana.
    Simo, ti amo!

    Alessia
    ElectroMode

  3. Saratumblr ha detto:

    Sono arrivata x caso a questo articolo grazie ad un retweet di turisti x caso: cercavo info su madrid x mio fratello e mai avrei immaginato di poter prendere nota di dritte utili e informazioni pratiche spaccandomi dal ridere. Sei uno spasso, complimenti davvero: da oggi non me ne perdero’ nemmeno uno di articolo!

  4. capsilla ha detto:

    mi sa che la pensiamo uguale! qui c’è la mia guida su Madrid! 😉 http://bolifugaz.wordpress.com/2013/01/29/madrid/

  5. Attenzione!! Atocha non è stata distrutta dall’attentato e ricostruita con il giardino tropicale. Quasi tutti i treni hanno subito i danni al di fuori dalla stazione. Il giardino tropicale è stato inaugurato nel 1992.

  6. Daniele ha detto:

    Ciao Simo, ho trovato questo blog per caso mentre ero a Madrid (pochi gg fa) ti devo ringraziare poiché oltre ad avermi strappato qualche risata, mi è stato davvero utile, sia per mangiare insieme alla folla di “rozzi spagnoli medi” che per girare la città (e visitare a gratiss il reina Sofia e il Prado). Grazie! Se una volta vorrai visitare la mia increiiible ciudad nativa (Rimini) ricambierò volentieri 😉

    • frühling design ha detto:

      Daniele querido, che giuoia leggere le tue parole, sono felice che ti sia stata utile la guida. Diffondi il verbo Fruhling, e verro presto a scroccare casa a Rimini con tutta la mia famiglia e tutti i miei amici (ps: non mangio la carne rossa, quindi regolati in cucina)
      Besos

  7. MARIO ha detto:

    OTTIMO POST. Proprio quello che cercavo. Fuck turisti

  8. Teo ha detto:

    😂😂😂😂 Condivido in pieno ….. ti sei però dimenticata di Espidermen!!!! …. ma ammetto non fosse facile elencare tutto.

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  1. […] Vivo a Madrid da 7 anni e ormai mi sono abituata a molte cose, tanto da non stupirmi più di fronte ad alcuni aspetti che saltano invece giustamente all’occhio ad un turista. Eppure c’è un’epoca dell’anno in cui nella Capitale spagnola accadono cose di cui non mi capacito: il Natale. Già. Innanzitutto i bambini non ricevono i regali il 25 dicembre ma solo il giorno 6 gennaio, con l’arrivo de Los Reyes, che sfilano in città mobilitando famiglie intere. E la cosa mi lascia relativamente indifferente ora a 30 suonati, ma se avessi 5 anni e mi dessero regali meravigliosi l’ultimo giorno di vacanze mi sa che mi girerebbero non poco. Mentre mi fa sorridere il fatto che qui tutto il mese di dicembre sia vissuto come un vero Carnevale, e le bancarelle natalizie vendano parrucche colorate. Non stupitevi, quindi, se passeggiando in Plaza Mayor tutti indosseranno boccoli rosa o bananoni alla Elvis, ¡es Navidad! […]

  2. […] domenica scorsa finisco al Mercado Central de Diseno organizzato dal Matadero di Madrid (uno dei posti che raccomando decisamente a chi visita la città in cui vivo), scorgo nello stand di Kitschiness una trentina di […]

  3. […] viaggio e più gente straniera conosco durante la mia permanenza a Madrid, più mi rendo conto che alla fine c’è solo una cosa che differenzia le varie nazionalità: […]



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