Volontariato in Asia: leggere attentamente le avvertenze

Alla fine tutto era partito da quello. Mesi e mesi fa avevo prenotato un volo Milano-Bangkok ben decisa a fare un’esperienza di volontariato in un orfanotrofio nel nord del Paese. Dopo il mio viaggione in Birmania (ecco l’itinerario fai da te per 10 giorni qui) mi ero documentata a lungo sulle etnie perseguitate e sul significativo numero di rifugiati Burma nei Paesi limitrofi e desideravo immergermi in questa delicata situazione per conoscerla un po’ da vicino. Dopo vari tentativi fallimentari con numerose associazioni che richiedevano una barca di soldi come tassa d’iscrizione, o un periodo minimo di 5 settimane di servizio, impensabile per chi come me lavora marcendo in un ufficio, avevo finalmente tro­vato una scuola nei pressi di Chiang Dao dove avrei potuto collaborare con attività pomeridiane di aiuti compiti e giochi.

Una cinquantina i ragazzini dai 6 ai 17 anni accolti dalla struttura di cui non farò il nome, considerato il terribile comportamento che alla fine hanno mostrato. In breve, dopo mesi di scambio email, il tizio sparisce senza più fornirmi alcuna notizia, io nel frattempo parto senza alcuna conferma né risposta e solo una volta arrivata in Asia mi dice di raggiungerli in sede per un paio di giorni, e di partire poi con un gruppo di volontari verso un altro orfanotrofio situato sul confine birmano, precisamente a Loi Tai Leng per partecipare insieme agli oltre 500 bimbi della comunità al Shan National day.

Mi allega un link della manifestazione tenutasi l’anno precedente, dove vedo solo mitra e militari, che mi fanno subito salire un rigurgito completo (non ho grande stima delle divise): eccolo

Insiste nel mandargli via email il mio passaporto scannerizzato per poter ottenere un visto speciale dell’esercito ed a quel punto mi assale un atroce dubbio, che basteranno poche ricerche in rete a confermare. Basta inserire il nome della cittadina in Google per verificare che si tratta di una zona di guerriglia, sulla quale non mi era stata data assolutamente alcuna indicazione. Declino gentilmente l’invito nonostante il mio sogno da bambina fosse diventare fotografa di guerra, ma la vecchiaia mi ha regalato rughe ed un briciolo di buonsenso, e decido di trascorrere qualche pomeriggio al PEER Center – Ban Chiang Dao School, con ragazzine in divisa felici di poter parlare inglese e bimbi entusiasti di scattare foto con una Farang, termine usato dai thailandesi per indicare gli stranieri occidentali (un po’ come la parola gringos usata in Sud America o la parola terún usata da mio padre per indicare chi proviene da Lodi in giù). Insomma, a conti fatti si è rivelato comunque un grande viaggio nonostante i programmi iniziali siano andati a monte (letteralmente).

I rifugiati birmani, gli ‘invisibili’ della Thailandia

Risale al 2010 un interessante articolo di Global Voices sulla delicata situazione del confine Thai-Burma: a distanza di 7 anni i cambiamenti verificatisi non sono che negativi. A causa della persistenza di problemi socio-politici nel vicino Myanmar, prosegue senza sosta l’esodo degli abitanti delle zone verso la Thailandia. Oltre 350.000 i rifugiati politici burma – soprattutto delle etnie Karen, Karenni and Mon – che entrano nel mercato del lavoro, quando va bene, nei livelli più bassi, dedicandosi ad attività di bassa manovalanza o a commerci illeciti quali prostituzione e riciclaggio. Sono soprattutto i minorenni ad entrare difatti nel circuito della schiavitù pur di sfuggire al regime militare che detiene il controllo dei confini. Molte, a tal proposito, scuole ed associazioni thailandesi che si occupano dei giovanissimi emarginati di origine birmana, che spesso attraversano il confine in cerca di condizioni dignitose. Active Social Responsability è un gruppo nato con questo intento nel 2009 e grazie a sovvenzioni perlopiù private ha fondato la School of Hope Foundation che fornisce assistenza e formazione a centinaia di giovanissimi rifugiati che entrano llegalmente nel Paese. Mae Sot, la città più grande sul confine, attesta percentuali altissime di bimbe e bimbi sottoposti a violenze fisiche, malattie sessuali, aborti casalinghi rischiosissimi (il 25% delle bimbe secondo un report consuma intrugli a base di ginger e whisky poiché si pensa provochi la perdita del feto). Tra le notizie più recenti che riguardavano la zona dove mi avrebbe portato l’associazione, questo articolo dello scorso dicembre conferma un inasprimento della guerriglia sul confine, con l’intervento delle truppe cinesi in difesa dell’esercito Thai, e con il conseguente peggioramento delle condizioni dei villaggi situati lungo il confine. Decine i civili che hanno perso la vita durante i ripetuti attacchi, mentre la guerriglia interna ha rafforzato esecuzioni, torture e lavori forzati nei confronti di chi non appoggia la causa indipendentista.

Volontariato in Asia: come organizzarsi

In Asia non mancano opportunità di volontariato di ogni tipo: dalle farm prese d’assalto da animalisti occidentali e non dove prendersi cura di elefanti sottratti ai lavori forzati, fino ad orfanatrofi e campi di lavoro dedicati all’agricoltura, la cosa migliore è raccogliere tutte le informazioni del caso in primis sulla zona: il confine rimane infatti una zona calda ed arrivare impreparati nel bel mezzo di una guerriglia etnica può essere realmente rischioso, oltre che inutile per chi necessita aiuto ed assistenza. Per questo consiglio di informarsi attentamente consultando il sito ufficiale http://www.volunteerworkthailand.org ed evitare spiacevoli esperienze come quelle capitate alla sottoscritta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Copyright ©2016Fruhling Tutti i diritti riservati
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: