Luang Prabang in un giorno: cosa vedere nell’antica Capitale del Laos

“I fiumi mi han sempre attirato. Il fascino è forse in quel loro continuo passare rimanendo immutati, in quell’andarsene restando, in quel loro essere una sorta di rappresentazione fisica della storia, che è, in quanto passa. I fiumi sono la Storia.”
– Tiziano Terzani –

Il Mekong attraversa il Laos per tutta la sua lunghezza, ne rappresenta il cuore ed è parte integrante della vita del suo popolo: i laotiani hanno un legame molto stretto con il Mekong, la madre delle acque (ແມ່ນ້ຳຂອງ), che ne scandisce ritmi, economia e turismo. Ho avuto la fortuna di assaporare la vita dei locali a stretto contatto con il fiume durante la navigazione di due giorni in slow-boat dal Nord della Thailandia a Luang Prabang, un’esperienza di indescrivibile intensità, che vi ho provato a raccontare qui. Ed il richiamo verso le acque marroni del fiume più importante del Sud Est Asiatico è stato forte e chiaro durante la giornata interamente dedicata alla scoperta di Luang Prabang, l’antica capitale del regno Lan.

Luang Prabang dall'alto del monte all'alba

Luang Prabang all’alba dall’altra sponda del Mekong

Una città ferma nel tempo, che affascina ed ammalia per la sua autenticità: l’influenza francese è palpabile nel traffico efficiente, nelle numerosissime boulangerie che sfornano torte di ogni tipo, nelle casette coloniali con i tetti appuntiti, nei templi e nelle pagode dove i ritmi sono assopiti, lontani anni luce dalla frenesia occidentale.

Luang Prabang, la città tra due fiumi

Contribuisce al fascino di questa città unica la sua posizione geografica: racchiusa tra le montagne più rigogliose e verdeggianti, Luang Prabang è una lingua di terra racchiusa tra i fiumi Mekong e Nam Khan. Assolutamente consigliato prendere una barchetta e visitare entrambe le sponde per trovarsi in due realtà agli antipodi, in grado di catapultare in un’altra dimensione. La confluenza tra i due fiumi è nota come Pak Ou, affascinante lembo di terra dove si trovano delle grandi grotte naturali divenute uno dei principali luoghi di pellegrinaggio religioso. Dal XVI secolo al loro interno si trovano oltre 5.000 statue di Buddha, incastonate a strapiombo nella montagna, a ridosso di un panorama molto suggestivo.

Le grotte di Pak Ou viste dalla slow boat

Le grotte di Pak Ou viste dalla slow boat

Come arrivare a Luang Prabang

  • Dalla Thailandia via fiume: giunti a Chiang Khong, nel nord della Thailandia, si passa sull’altra sponda del Mekong, a Huay Xai, la prima cittadina del Laos, dove ci si procura il visto e ci si imbarca su una slow boat che in due giorni di navigazione giunge a Luang Prabang con una tappa di una notte a Pakbeng.
  • Da Vientiane in bus notturno. La strada è roccambolesca, il percorso dura tutta la notte e passa attraverso un autogrill da film horror. Non migliora di molto lo Sleeping bus, la versione deluxe del bus normale, con sedili reclinabili e zero soste.
  • In aereo da Bangkok o Vientiane con la Lao Airlines.

Quanti giorni dedicare a Luang Prabang?

La città, nonostante sia stata invasa dal turismo a partire dagli anni ’80, è riuscita a preservare il suo imperturbabile fascino, fatto di bellezze paesaggistiche, templi e stupa dorati, monaci e mercati. Luang Prabang è realtivamente piccola e facile da girare, ma consiglierei comunque di fermarsi 2-3 giorno per assaporarne a piene narici la sua vera bellezza, ovvero la calma più profonda. Passeggiare lungo le sponde del fiume, perdersi in un mercato locale, bere un succo di frutta all’ombra di una magnolia nel giardino di un tempio valgono più di mille visite a musei ed attrazioni varie.

Sorseggiare un succo di mango in uno dei bar affacciati sul Mekong è una tappa fondamentale a Luang Prabang

Sorseggiare un succo di mango in uno dei bar affacciati sul Mekong è una tappa fondamentale a Luang Prabang

Purtroppo il mio tour fai da te del Laos aveva i giorni contati ed a questa splendida città ho dedicato due albe, ovvero pedalate dalle 6 alle 9 del mattino prima di partire per escursioni in giornate, ed un’intera giornata di inizio febbraio, quando ho noleggiato una bici e scorrazzato in lungo e in largo dalle 6 a mezzanotte. Una sfacchinata intervallata da momenti di relax tra templi e fiumi, che mi ha permesso di godere a pieno di questa città che mi porterò dentro per molto tempo.

La mia TOP 8 di Luang Prabang

Tra bici e barche ho macinato oltre 40 km in una dozzina di ore. Ecco come.

1. L’alba sull’altra sponda del Mekong

Reduce da due giorni di navigazione sul Mekong e da una splendida giornata alle cascate di Kuang Si, evidentemente di acqua non ne avevo ancora abbastanza, dato che, dopo la solita colazione a base di frittatone ai peperoni, alle 7 di mattina avevo già le chiappe su una barchetta, diretta verso Chomphet District, la polverosa cittadina affacciata sul Mekong. Attendo pochi minuti prima di imbarcarmi in compagnia di locali colmi di sporte e sacchetti, mentre le studentesse in divisa scendono al molo per andare a scuola.

40 cent il costo della barchetta che in 15 minuti porta all'altro lato del fiume

40 cent il costo della barchetta che in 15 minuti porta all’altro lato del fiume

Le studentesse raggiungono Luang Prabang dai villaggi limitrofi per andare a scuola

Le studentesse raggiungono Luang Prabang dai villaggi limitrofi per andare a scuola

L'unica di Lodi sulla barchetta per Choompet District

L’unica di Lodi sulla barchetta per Chompet District

Arrivata all’altro lato del fiume, trascorrerò un paio di ore in uno scenario marrone: la polvere ricopre i tetti in lamiera delle case, la frutta ed i polli arrosto dei mercati ed i locali che guardano curiosi e divertiti l’unico essere pallido dagli occhi verdi. Stupendo abbandonare il villaggio per andare a caso per i campi, fino a seguire una bimba che sbuca in una scuola e dopo pochi metri, sull’unica via asfaltata, assaporo Luang Prabang laggiù che si risveglia all’orizzonte, dall’alto di un tempio mentre una monaca vecchissima passa la scopa e due cagnolini pulciosi si mordono le orecchie.

La polvere ricopre tutto quanto, dai tetti agli animali

La polvere ricopre tutto quanto, dai tetti agli animali

Tornando verso la barchetta noto che decine di persone stanno preparando ghirlande di fiori per quella che pare essere una sagra di paese. Un monaco mi dice ‘Come back at 5 o’clock for the Temple Festival’. E mi mangio le mani pensando di avere una città ancora da scoprire. Penso che mi accontenterò di aver assistito ai preparativi di una festa popolare, mentre i bimbi mi salutano dalla sponda con la manina ed i tamburi iniziano a risuonare nel tempio. E mi sento la donzelletta che vien dalla campagna in sul calar del sole, anche se in realtà sta spuntando. Sono le 8.15 e corro a recuperare una bici per il mio tour fai da te di Luang Prabang.

2. Una pedalata tra i templi

Thanon Sisavangvong, la strada principale di Luang Prabang è un susseguirsi di una lunga serie di casette tradizionali in legno, alternate a villette dell’epoca coloniale. Lungo la via, che dalle 18 viene colorata dalle bancarelle disposte a terra del Night Market, numerosi i templi che alle prime luci dell’alba vengono abbandonati dai monaci per disporsi in fila indiana muti e scalzi, e ricevere le offerte di cibo dei fedeli. La questua mattutina è un rituale sacro e commovente, purtroppo imbruttito dai flash impazzito dei turisti che fanno lo slalom con i loro zoom imbarazzanti. Partendo dal Palazzo Reale raggiungo in sella il Wat Xieng Thong passando di fronte ad una decina di templi, dove mi fermo per soste all’ombra e per rubare qualche scatto.

Il celebre profilo del Royal Palace di Luang Prabang

Il celebre profilo del Royal Palace di Luang Prabang

Il Palazzo Reale è oggi sede del Museo Nazionale di Luang Prabang.

Il Palazzo Reale è oggi sede del Museo Nazionale di Luang Prabang.

Le palme ed il verde sono una componente fondamentale di tutto il Laos

Le palme ed il verde sono una componente fondamentale di tutto il Laos

Selfie regale

Selfie regale

Di fronte al Palazzo, cibarie per strada

Di fronte al Palazzo, cibarie per strada

L'originale facciata intarsiata del Tempio della Città d'oro (Wat Xieng Thong)

L’originale facciata intarsiata del Tempio della Città d’oro (Wat Xieng Thong)

Chiedere a un koreano: Scusa mi fai una foto? e risbucare dalla finestrella non h prezzo

Chiedere a un koreano: Scusa mi fai una foto? e risbucare dalla finestrella non h prezzo

Figuriamoci se la scinsciu di turno non mi copia subito...

Figuriamoci se la scinsciu di turno non mi copia subito…

Tra la trentina di templi visitati mi sono segnata sulla mappa Wat Phanluang, Wat Tao Hai, Wat Phonsaath, Wat Xienglek, Wat NongXay, Wat Paphouxang, Wat Khomhouang… ma la cosa migliore è prendere la cartina che l’ufficio turistico vi darà gratuitamente e farvi una biciclettata zigzagando per le viette.

3. I sawadee dei bimbi

In Laos i bambini faranno a gara per salutarvi: sono simpatici, scalzi e sdentati, ed il vero spettacolo è cercare le scuole ed aspettare l’ora dell’intervallo in giardino per provare a farci due chiacchiere in uno strambo linguaggio fatto di tirate di capelli, risate ed hellowww. Fanno merenda con una zampa di gallina infilzata su uno spiedino, e di solito le maestre sono ben felici di farvi trascorrere qualche minuto con loro, ma è sempre bene chiedere. Mi sono imbattuta per caso nel Children’s Cultural Centre, un’associazione locale che offre servizio gratuito di doposcuola ai ragazzini dai 6 ai 15 anni, ed organizza attività di svago durante il weekend.

4. Bamboo Bridge

Lungo il Mekong potrete imbattervi in un punto panoramico molto suggestivo, sul quale traballa un ponticello di bambù. Come per tutto in Laos, templi compresi, dovrete pagare un biglietto d’ingresso anche per attraversare il ponticciolo. Sotto qualche turista fuori di cervello nuota tra le nutrie mentre i locali raccolgono le alghe. Per puro caso mi sono imbattuta nel famoso Tamarind Restaurant, e mi sono concessa un’insalata ai funghi e sesamo davvero da sballo, all’ombra di un platano, mentre il Mekong mi scorreva davanti calmo e placido. Ormai faccio pure io le palline di riso con le mani e mi vengono in mente gli insettini stercorari.

Tamarind Restaurant, a taste of Laos. Da provare!

Tamarind Restaurant, a taste of Laos. Da provare!

Monaci di ogni età passeggiando ad ogni ora a Luang Prabang

Monaci di ogni età passeggiando ad ogni ora a Luang Prabang

Il celebre Bamboo Bridge

Il celebre Bamboo Bridge

Da ogni viaggio in Asia torno con un bel cappello di paglia. Comodo soprattutto per l'arrivo a Malpensa

Da ogni viaggio in Asia torno con un bel cappello di paglia. Comodo soprattutto per l’arrivo a Malpensa

Le locali apprezzano e mi chiedono un selfie

Le locali apprezzano e mi chiedono un selfie

5. Oltre l’Old Bridge: l’altra sponda del Nam Khan

Armatevi di coraggio ed attraversate il fiume Nam Khan sfidando l’affascinante Old Bridge lungo le sue rotaie di legno, incuranti dei motorini che vi zigzaggheranno impavidi. Avrete la sensazione che possa spuntare un treno a vapore da un momento all’altro, con i fratelli Lumiere che vi faranno ciaone dal finestrino. Se sopravviverete sarete giunti ad un’altra zona molto affascinante e completamente diversa di Luang Prabang, a tal punto da sentirvi lontani anni luce dalla civiltà. Personalmente ho trovato alquanto deludente il villaggio handcraft dove donne locali cercheranno di rifilarvi filati e tessuti colorati, accettando pagamenti in dollari e carte di credito. Abbandono il colpo dopo pochi metri e preferisco perdermi nei villaggetti locali, cercando refrigerio per la mia testolina bollente sotto il sole da ora con svarioni annessi e connessi.

Il pavimento in legno dell'Old Bridge. Ed è subito parquet della nonna

Il pavimento in legno dell’Old Bridge. Ed è subito parquet della nonna

Si accettano pagamenti in dollari

Si accettano pagamenti in dollari

Il villaggio handcraft mi puzza di turisticata

Il villaggio handcraft mi puzza di turisticata

Resisto 10 minuti e sgommo

Resisto 10 minuti e sgommo

Molto meglio templi anonimi e deserti

Molto meglio templi anonimi e deserti

Antooo fa calddd

Antooo fa calddd

In Laos per la prima volta ho visto scene violente di torture sulle facciate dei templi

In Laos per la prima volta ho visto scene violente di torture sulle facciate dei templi

6. Il tramonto (social) sulla collina di Phou Si

Il centro di Luang Prabang è dominato da una collina sul cui promontorio spunta uno stupa dorato. Per raggiungerla, un percorso disseminato da Buddah sdraiati lungo gli oltre 350 scalini: spettacolare la vista man mano ci si avvicina al  Wat Chom Si, tra vedute lungo il fiume che abbracciano la città all’imbrunire. Super tipico attendere il tramonto dall’alto, ma preparatevi… la terrazza è letteralmente invasa da decine di turisti con l’intelligentofono in mano, pronti ad immortalare l’istante esatto del tramonto, con tanto di ooooooooooh collettivo quando il sole se ne va. Pare di stare al festivalbar 98 quando gli Ace of Base lasciano il palco ma pazienza.

Verso la collina Pou Hill

Verso la collina Phou Si

Il tramonto a Luang Parabang: peggio che Vasco a San Siro

Il tramonto a Luang Parabang: peggio che Vasco a San Siro

nofilter l'hashtag che più impazza

nofilter l’hashtag che più impazza

7. Il tramonto sull’altra sponda del Mekong

Manco a dirlo, durante la scarpinata del giorno, mi ronzava in testa l’idea di far ritorno Chomphet District, per assistere a sto benedetto festival dedicato al tempio della cittadina. Pazza idea, come manco la Oxa. Spero mi passi questa mattata con un bel doccione in ostello, ma niente, non faccio che ripetermi quando mi ricapiterà di vivere una festa popolare nel quartiere meno esplorato di Luang Prabang, ed alle 18.30 sono già di ritorno al molo, pure in abitino da festa, considerata la grande occasione.

E si ritorna al paesello polveroso!

E si ritorna al paesello polveroso!

‘Se non son pazzi non li vogliamo’ starà commentando mia madre leggendo questo resoconto. Di sicuro ha ragione, ma neppure io mi sbagliavo nel volermi accanire tanto nel vivere quello che si è rivelata essere una delle esperienze più autentiche dell’intero viaggio. Manco a dirlo, sono l’unico essere non laotiano in mezzo a tutte quelle famiglie riunite a festa: da un lato i bimbi ammassati di fronte a un cartellone con delle figure di animali, pare una tombola fatta di scommesse a soldi e tutti strillano felici; dall’altro tavolate di donne che mangiano e ballano in cerchio; nel tempio, decorato a festa da stupende ghirlande di fiori freschi intrecciati, decine di signore dai 60 anni in su siedono con le gambe raccolte chiacchierando, mentre un gruppo di anziani scandisce il ritmo suonando strumenti balordissimi.

 

Al via la Festa del tempio Wat Xieng Ma

Al via la Festa del tempio Wat Xieng Ma

Alcuni dei bislacchi giochi per i bimbi

Alcuni dei bislacchi giochi per i bimbi

Ghirlande colorate per tutti

Ghirlande colorate per tutti

Questi fanno brutto

Questi fanno brutto

La banda dell'ortica

La banda dell’ortica

Le sciure chiacchierano adagiate all'ingresso del tempio

Le sciure chiacchierano adagiate all’ingresso del tempio

Attenta che cadi attenta che cadi (cit.)

Attenta che cadi attenta che cadi (cit.)

Dalla padella

Dalla padella

... alla panza

… alla panza

Provo a capire come si gioca, ma gnente

Provo a capire come si gioca, ma gnente

Lascio a malincuore la festa appena in tempo per l’ultima barchetta che fa ritorno a Luang Prabang, e mi sento fortunata fino all’ultimo commuovendomi di fronte ad un tramonto davvero speciale sul Mekong.

Il sole cala sul fiume mentre rientro a Luang Prabang

Il sole cala sul fiume mentre rientro a Luang Prabang

Quale migliore addio al Mekong?

Quale migliore addio al Mekong?

8. All you can eat Laos

L’ultima serata a Luang Prabang si conclude in bellezza sperimentando una figata atomica presso il baracchino BBQ Buffet Mekong. Mi son segnata il nome che sarà il primo posto dove tornerò non appena mi licenzio. In breve, paghi 60.000 kip, prendi un cestello di plastica tipo quello che usa mia madre per le mollette del bucato, lo riempi tutte le volte che vuoi e lo butti sulla piastra tonda di cui è dotato ogni tavolo. Verdure, foglie, funghini, funghetti, fungoni, gamberi, pezzi di pesce, carni di pollastri, alette, ma soprattutto polpettine, di cui i laotiani vanno ghiotti. Palline di merluzzo/surimi/wurstel, insomma, tutto ciò che di sintetico possa essere fatto sferico da ste parti va alla grande. Io e una nuova compagna di viaggio inglese ci rimpinziamo a più non posso mentre i locali risucchiano dalla brace e sputacchiano i gusci per terra. Goduria allo stato puro.

Dal cestello alla panza, viva il barbecue laotiano!

Dal cestello alla panza, viva il barbecue laotiano!

Solo locali gremiscono il localaccio per strada vista fiume

Solo locali gremiscono il localaccio per strada vista fiume

A sto giro manco io resisto ai plasticoni

A sto giro manco io resisto ai plasticoni

Brace calda, Beerlao gelata

Brace calda, Beerlao gelata

Immancabili i noodles

Immancabili i noodles

E via, tutto nel padellone rovente

E via, tutto nel padellone rovente

Compagne di merende

Compagne di merende

“Il Laos non è un posto, ma uno stato d’animo,

uno dei luoghi più romantici e quieti dell’Asia,

uno degli ultimi rifugi del vecchio fascino d’Oriente”

E con queste parole di Terzani riprendo il viaggio scendendo verso sud alla scoperta di Vang Vieng.

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