Palma di Maiorca: 5 cose da fare (quando Giuliacci non è dalla tua)

Amica bagnante, ma soprattutto amico bagnino,

Dici Baleari, e pensi subito a Ibiza, e la mente vola veloce e beata all’immaginario classico composto da slippini bianchi, gechi tatuati, maschi imbarazzanti, petti depilati e speed al Pachá, e non ce n’è, non puoi proprio fare a meno di canticchiare un bipoppopporopò con tanto di braccio destro alzato al cielo (ma questo anche ogni sera sotto la doccia. Almeno io).

In realtà, amici pasticcioni e pasticconi, l’arcipelago spagnolo è costituito da altre 3 isole, ovverosia Minorca, FormenteraMaiorca. Quest’ultima è la più grande delle isole Baleari, ha circa 850.000 abitanti, il suo capoluogo è Palma di Maiorca e soprattutto -e qui svelo quello che wikipedia non vi dice- lo scorso anno è stata la meta di un ponte lungo di fine aprile della vuestra señorita Fruhling favorita.

Galeotta fu un’offertona di Travelzoo per partire a(lla) cas(s)o alla scoperta dell’isolotto, incuranti del dramma più terribol che ti può cogliere quando vai al mare ovverosia:

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In realtà, c’è un dramma ancor peggiore e di gran lunga più subdolo del brutto tempo al mare, che per semplificare definiremo in modo univoco mediante il concetto universale di:

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che ti permette di abbracciare l’immensità del fato, comprendere la bellezza del creato, stupirti commosso dinnanzi agli sberleffi del destino, e anche tirar giù qualche porcone, che quando ce vò, ce vò.

Tornando a noi, avvezzi al maltempo come quella volta a Lisbona, o comunque propensi nell’indole alle scelte cannate, dalla sfera ‘fidanzati’ alla più recente, che ancora brucia, Pianura Padana VS Coachella– la settimana trascorse piacevole alla scoperta di quella che è una vera colonia tedesca, meta di over60 dallo scalfarotto bianco su sandaletto ortopedico.

E memori di quel ponte lungo, one year later torniamo a scomodare ricordi e neuroncello al fine di proporvi una delle nostre ormai classiche guide turistiche -pretesto per rifilarvi un capo da me cucito, anzicheno (si chiama marchetin, mi hanno detto).

Dopo Cuba in bici & Turchia fai da te venghino signori venghino a scoprire una nuovissima, purissima, attesissima guida by Fruh:

©Martin Parr

©Martin Parr

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Maiorca un’isola per tutti, recita lo slogan del sito che promuove il turismo spagnolo, anche se probabilmente in bassa stagione non vedrete nient’altro che ciurme di pensionati germanici paonazzi al primo sole. L’isola, espugnata dalla Tedeschia, alterna spiagge bianche e chilometriche a cale nascoste e cristalline, parchi naturali e grotte sotterranee, montagne aride a pianure piene di torrenti, piccoli villaggi di pescatori a grandi città nate e cresciute solo per turisti.

Se tempo funesto e/o ritenzione idrica non vi permettono di esibire chiappe chiare e rosolarvi al sole come polli arrosto, potrete pur sempre dedicarvi ad una delle seguenti attività


1. Scoprire il centro storico

La città di Palma è davvero bella e le stradine ripide che circondano la Cattedrale gotica ed il Palau dell’Almudaina, simboli del suo glorioso passato, sono altamente raccomandabili, così come il Castello del Belveder, la Collegiata dei Mercanti e i Bagni Arabi, uno dei pochi resti archeologici risalenti a quel periodo.

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 2. Né arte né party

Merita la Fundación Juan March dedicata alla pittura spagnola del XX secolo, che ospita la stupefacente opera grafica di Pablo Picasso

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Ma merita soprattutto la Fundacion Mirò: il nostro -nato a Barcellona- fece ritorno infatti all’isolotto di cui erano originari i genitori, per proseguire parte dei suoi studi già dai 7 anni. Presso la fondazione si trova un interessante taller di arti grafiche istituito dallo stesso Mirò negli anni Sessanta, aperto a studenti di litografia, scultura e pittura.

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3. Paranormal Activity

Vi affascinano i giochi di ruolo, ma avete -giustamente- vergogna ad ammetterlo? Non avete capitali da investire in armature e spade per inscenare un combattimento medievale al parco? Non potete permettervi privé alla Eyes Wild Shout per scambi di identità e liquidi corporali di vario tipo? Nema problema, a Maiorca potrete provare l’ebbrezza di un’esperienza paranormale che sfiora la fantascienza, per immedesimarvi in quello che mai sarete: un pensionato.

Già, amici precariatidi, dovete sapere che c’era un epoca, tanto tempo fa, in cui uno veniva al mondo, studiava (o no), lavorava pagando tasse, finché un bel giorno poteva ritirarsi a riposare ed annaffiare i gerani, percependo dallo Stato un’entrata mensile. Non sto scherzando, pare proprio funzionasse così, secondo i racconti degli Avi. A noi #choosy non resta che provare a immaginare l’esperienza o con il potere della mente o a Maiorca, dove potremo semplicemente accollarci ad un allegro gruppetto di turisti tedeschi.

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Colazione, passeggiata sulla battigia, sudoku, kway trasparente, foto ricordo, spaghetti con ketchup, coppa di gelato con ombrellini, cappuccino alle 16, cena alle 18, karaoke alle 21: sono come noi, ma non parlano con noi (cit).

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PS: per evitare accuse infondate come quella volta in cui vi parlavamo di Dubai (vedi commenti alla fine di questo articolo). Non fotografo i vecchi per prenderli per il culo, anzi. Li trovo adorabili ed interessantissimi, per questo mi piace osservarli e rubare qualche scatto della loro quotidianità, senza essere invadente né -giammai!- strafotente.

Se non mi piaceressero non li cagherei di striscio, come accade con gatti e bambini. Chiusa la parentesi, continuiamo.


4. Bitch on the beach

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia, tu mi insegnavi, o maestra Paola. Ebbene, acqua e sabbia sempre quelli sono, a patto di sostituire la formula fiorellesca ‘di ritmo sotto il sole e belle donne’  con lo sguardo un po’ incazzato della Berté agognante verso il mare d’inverno, con tanto di imprecazione ‘mare-mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu’ guardando verso il sole assente.

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Però, non ce n’è, il mare emoziona sempre a prescindere.

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E Maiorca pullula di  parchi naturali davvero belli, quali l’arcipelago di Cabrera, ancora incontaminato; la Riserva di Albufera, formata da lagune e canali naturali e artificiali; e la Riserva di Mondragò, con spiagge, dune, depositi marini di tipo corallino e torrenti.

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Meritano nella parte nord dell’isola Pollença, presa d’assalto in estate ma paradisiaca fuori stagione, ma la Palma (d’oro, non di Maiorca, su seguitemi) va a Es Trenc, una zona protetta di 1492 ettari.

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Sabbia finissima bianca, mare da cartolina, 170 speci tra pesci e uccelli, che in alta stagione quintuplicano, considerato il fatto che è una delle zone nudiste più  sfacciate delle Baleari (capisciammè). Es Trenc ci regalò l’unico giorno di sole durante la vacanza, e non possiamo ricordarla che con  grande gaudio e giubilo.

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Per l’occasione abbiamo esibito – atençao!– la prima camicia realizzata interamente a mano da Fruhling, che poi sarei io: dopo anni di imprecazioni contro colletti e maniche, ecco il primo esemplare di polo ricavato da tessuto anni ’70 vedo-non vedo-ma sudo, con fantasia geometrica.

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Noi per le camicie si ha da sempre una vera fissa, soprattutto quelle dei tempi che furono con fantasie balorde, come quella selezione di esemplari che vorremmo far indossare a Morrissey, tra mongolfiere ed ippodromi. E dopo tante denonnizzazioni, finalmente si è riusciti nell’impresa di realizzarne una da zero ex novo.


5. Let’s get lost

… sussurrava Chet Baker, e noi da Parigi in avanti (ricordate?) facciamo di questa esortazione il karma di ogni viaggio. E così, con macchina a noleggio, eccoci alla scoperta di zone scoperte durante peregrinazioni random. Maiorca è una zona ricca di città e villaggi caratteristici, e nel naufragar dolce in questo mare potrete segnarvi le numerose cittadine con struttura medievale come Estellencs, Valdemossa o Deià, Sóller, Pollença ed il Cap de Formentor, il cui faro regala una splendida vista sul Mediterraneo. Il meglio? I nuvoloni carichi ed ancora incazzati, che sfrecciano veloci in un cielo di un azzurro dirompente.

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Consiglio gourmet

Vivendo in Spagna (per la precisione a Madrid, della quale vi offrimmo la guida definitiva più completa QUI), non aspettatevi pure a sto giro una sfilza di suggerimenti gastronomici esotici come quando ci recammo in Asia. C’è però una cosa che va provata a Maiorca. Vi do un indizio: lo scrittore catalano Josep Plá la definì ‘la cosa più leggera, aerea e delicata della pasticceria di questo paese’. Sarà, ma io ce l’ho ancora depositata sui fianchi da allora.

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Amigos e amigas, ecco a voi l’ensaimada, un pane dolce, a forma di spirale, con zucchero a velo sulla superficie ed all’interno ripiena di sobrasada, che fortunatamente non ha nulla a che vedere con la nostra soppressa, trattandosi bensì di marmellata di zucca. Gli ingredienti principali sono uova, farina, zucchero e strutto, e se vi pare poco, sappiate che la si magna inzuppata nella cioccolata in tazza, che a noi la buccia d’arancia paura non ci fa (giassai). Non mancano versioni ancor più only-the-brave, che prevedono un ripieno di panna o crema pasticcera.


Ricordiamo a fan e detrattori, che Fruhling nasce in primis come blog di cucito e sperimentazioni sartoriali volte a riciclaggi creativi che recuperino dalla basura o dalla sacca della Caritas capi a cui dare nuova vita, dalla canotta della salute del babbo, al grembiulino per le pulizie. Ciò non toglie che nel tempo libero, tra una sforbiciata ed un orlo ai pantaloni, ci concediamo qualche scappatella extraconiugale e turistica, documentata a dovere nel vostro blog preferito (questo appunto, nevvero?)

Non vi resta che mettere mano al libretto degli assegni o alla sacca di centoni cuciti nella mutanda e tornare in home page, dato che tutti i capi e le top model presenti in queste pagine sono in vendita (o a noleggio ad ore).

***

Colonna sonora: Caribou, ‘Sun’ (ma quanto ti abbiamo supplicato?)


***

Per acquisto camicia, libere donazioni di denaro e cotechini, ospitate presso luoghi di villeggiatura:

fruhlingdesign@gmail.com

[All pics © Fruhling Design – ogni riproduzione non autorizzata verrà perseguita dalla Banda Bassotti]

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Comments
11 Responses to “Palma di Maiorca: 5 cose da fare (quando Giuliacci non è dalla tua)”
  1. Stef ha detto:

    L’incipit su Ibiza prometteva grandi cose ma a sto giro ti sei superata. E w le foto ai nonnetti, com stava quel tizio ad accusarti di essere strafottente, sei semplicemente adoreibool ❤

  2. Ale ha detto:

    Sei uno sballo (e che figa con la tua camicetta handmade!)

  3. ElectroMode ha detto:

    Una figata, sempre!
    Altro che Lonely Planet, le uniche guide che considero oramai sono le tue. Bisogna solo renderle operative.

    Alessia
    ElectroMode

  4. Sammy ha detto:

    Io mi sa che ti lovvo
    Guida utilissima e divertente, la parte su paranormal activity mi ha fatto capottare!
    E complimenti sia per le foto, meravigliose quelle nuvole rapide, sia per la tua abilità da sartina: il colletto paura non ci fa
    Applausi Fru!

  5. Fabietto ha detto:

    Vedo non vedo ma sudo ahahahah
    Top mondiale

  6. frühling design ha detto:

    Amici vivibi! Grazie troppissime per i vostri commenti, quanta giuoia nel cuor

  7. Vacanza Spagna ha detto:

    eheh, bellissimo articolo!!! mi spiace abbia beccato un meteo avverso, spero possa rifarti, Maiorca è stupenda!!! ciao!

    Vacanza Spagna
    twitter.com/VacanzeSpagna

  8. GuideMarcoPolo ha detto:

    post molto simpatico e molto vero!! vogliamo sapere anche dei prossimi viaggi! sarai più fortunata?? 🙂
    GuideMarcoPolo

  9. Horizonte24 ha detto:

    Bravo amicci . Ritornaaaaaa
    Horizonte24

  10. mykoize ha detto:

    AdoroH questo reportage. Comunque quest’anno gli over tedeschi sono, ahinoi, di moda visto che il francescano con calzino spopola su tutte le passerelle. (con mio enorme disappunto).
    Capisco la questione tempo di merda:domenica sono partita presto per piazzarmi in spiaggia (35 km sono) e dopo nemmeno mezz’ora si è rannuvolato e c’erano tipo 3 gradi.
    Argh.

  11. zed ha detto:

    ecco perchè mi fischiavano le orecchie…

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